Come valorizzare un’idea, il progetto di Genio all’Opera

Giovanni Mattiazzo ha avuto un'idea: sviluppare idee. Sembra uno scherzo, ma invece potrebbe diventare una bella attività di intermediazione.

Giovanni ha 27 anni e negli ultimi tempi, guardandosi intorno, ha trovando molte persone con bei progetti ma senza la capacità di svilupparli a dovere. Per migliorare questa situazione ha pensato quindi di dar Logo_genio[1]vita a Genio all'Opera, esattamente il 20 settembre 2009 (20.09.2009 una combinazione numerica difficile da dimenticare), grazie a 15.000 euro investiti di tasca propria e la voglia di lavorare con professionalità.
Di cosa si occupa in pratica è presto detto. Gli inventori che hanno delle proposte interessanti le sottopongono al team di collaboratori di Genio all'Opera, tutti specialisti nelle varie discipline scientifiche, assistiti a loro volta da legali ed economisti. Quello che ne esce è una selezione delle idee più interessanti.

Giovanni e soci si occuperanno quindi del progetto che può derivare dall'idea iniziale, di trovarne le possibili applicazioni e i referenti sul mercato, nonché impostare una tutela dell'idea (in previsione del brevetto) e un possibile business plan. La caricheranno di valore per dirla in una parola. Infine venderanno tutto a delle aziende, nulla rimarrà loro. Val la pena ripeterlo: questo perché venderanno il progetto, non un prodotto. E lo scambio avverrà attraverso il classico meccanismo dell'asta, sia on-line che in luoghi fisici prestabiliti.

"Se sveli la tua idea, è finita" dice Giovanni "per questo noi garantiamo segretezza sulle idee che gli inventori ci affidano". Ma le aste non sono pubbliche, con tutto quello che questo implica? "Per invogliare le aziende a fare le loro puntate daremo una serie di informazioni sul progetto, ma non lo sveleremo del tutto. Solo così chi alla fine si aggiudicherà l'asta avrà l'esclusiva su quell'idea".

Se dovesse funzionare con continuità, l'attività di Genio all'Opera si sarebbe già un modello economico redditizio, l'asta, e una schiera di inventori pronto a fornire le loro idee, remunerati a loro volta da una percentuale sui proventi dell'asta stessa.
Bisogna dirlo, con questo sistema Giovanni Mattiazzo dimostra che vale la pena puntare sulle idee.


Marco Lanza
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